
Il sospiro della natura, the perceptive machine accompagna l'omonima mostra di Ileana Florescu e raccoglie un corpus di fotografie dedicate a un piccolo stagno e al paesaggio circostante di Murta Maria, nei pressi di Olbia. Realizzate nell'arco di più stagioni, le immagini non registrano un singolo istante ma condensano tempi, luci e condizioni atmosferiche differenti, dando forma a una percezione stratificata del luogo.
Ogni fotografia nasce da un lungo processo di osservazione. Attraverso sovrapposizioni di tempo e memoria, Florescu costruisce immagini che si allontanano dalla rappresentazione descrittiva per restituire l'esperienza del paesaggio così come viene vissuta. L'acqua, la vegetazione e la luce diventano elementi instabili, continuamente ridefiniti dal movimento, dal clima e dallo sguardo.
Il sottotitolo, The perceptive machine, richiama la tradizione della prospettiva rinascimentale per sovvertirne il principio: non uno strumento che organizza lo spazio secondo regole geometriche, ma un dispositivo capace di restituire la complessità della percezione. Le fotografie non descrivono un luogo, ma interrogano il modo in cui il paesaggio prende forma nella memoria e nell'esperienza.
Il volume è accompagnato dai testi di Pino Corrias, Ileana Florescu, Michael Jakob, Marco Magnifico, Marco Piras Berenger, Monica Stochino e Lucia Tomasi Tongiorgi, che approfondiscono i temi della percezione, del tempo e del rapporto tra immagine e natura. Le riflessioni critiche dialogano con la sequenza fotografica, ampliando la lettura del progetto senza orientarne l'interpretazione.
Pubblicato in occasione della mostra allestita presso le Saline Conti Vecchi di Cagliari, il libro restituisce la ricerca di Florescu come un'indagine sulla fotografia intesa non come registrazione del reale, ma come esperienza percettiva e forma di conoscenza del paesaggio.
Studio Ileana Florescu
Copertina rigida, stampa in quadricromia
112 pagine + inserti, 26 × 29 cm

Il sospiro della natura, the perceptive machine accompagna l'omonima mostra di Ileana Florescu e raccoglie un corpus di fotografie dedicate a un piccolo stagno e al paesaggio circostante di Murta Maria, nei pressi di Olbia. Realizzate nell'arco di più stagioni, le immagini non registrano un singolo istante ma condensano tempi, luci e condizioni atmosferiche differenti, dando forma a una percezione stratificata del luogo.
Ogni fotografia nasce da un lungo processo di osservazione. Attraverso sovrapposizioni di tempo e memoria, Florescu costruisce immagini che si allontanano dalla rappresentazione descrittiva per restituire l'esperienza del paesaggio così come viene vissuta. L'acqua, la vegetazione e la luce diventano elementi instabili, continuamente ridefiniti dal movimento, dal clima e dallo sguardo.
Il sottotitolo, The perceptive machine, richiama la tradizione della prospettiva rinascimentale per sovvertirne il principio: non uno strumento che organizza lo spazio secondo regole geometriche, ma un dispositivo capace di restituire la complessità della percezione. Le fotografie non descrivono un luogo, ma interrogano il modo in cui il paesaggio prende forma nella memoria e nell'esperienza.
Il volume è accompagnato dai testi di Pino Corrias, Ileana Florescu, Michael Jakob, Marco Magnifico, Marco Piras Berenger, Monica Stochino e Lucia Tomasi Tongiorgi, che approfondiscono i temi della percezione, del tempo e del rapporto tra immagine e natura. Le riflessioni critiche dialogano con la sequenza fotografica, ampliando la lettura del progetto senza orientarne l'interpretazione.
Pubblicato in occasione della mostra allestita presso le Saline Conti Vecchi di Cagliari, il libro restituisce la ricerca di Florescu come un'indagine sulla fotografia intesa non come registrazione del reale, ma come esperienza percettiva e forma di conoscenza del paesaggio.
Studio Ileana Florescu
Copertina rigida, stampa in quadricromia
112 pagine + inserti, 26 × 29 cm