Per oltre duemila anni questi volti hanno attraversato il tempo. Sono rimasti immobili, osservati più come testimonianze storiche che come ritratti. In Ritratti Romani, Marco Delogu li guarda diversamente.
Fotografati nei Musei Capitolini, i busti marmorei si sottraggono alla funzione di reperto archeologico per tornare a essere individui. La luce isola dettagli, pieghe, sguardi e superfici consumate, restituendo a ogni volto una presenza inattesa. Lontani dalla monumentalità, questi ritratti rivelano una sorprendente prossimità con il presente.
Il libro costruisce una sequenza di incontri silenziosi in cui fotografia e scultura condividono lo stesso spazio. Non documenta una collezione, ma esplora la capacità dell'immagine di sospendere il tempo, trasformando il marmo in pelle, la memoria in esperienza, la distanza storica in relazione.
Più che un'indagine sull'antico, Ritratti Romani è una riflessione sul ritratto stesso: su ciò che rimane di un volto quando il tempo ne ha cancellato il nome.
Leporello cartonato, stampa in bicromia b/n
12 pagine+inserti, 20 × 25 cm