
Plinio De Martiis (Giulianova, 1920 – Roma, 2004) è una delle figure più originali della cultura italiana del secondo Novecento. Fotografo, fotoreporter, regista teatrale, gallerista ed editore, attraversò da protagonista la scena artistica e intellettuale italiana del dopoguerra, intrecciando fotografia, arte, teatro e letteratura.
Autodidatta, iniziò a fotografare nella Roma del dopoguerra, collaborando con importanti testate come Il Mondo, L’Unità , Paese Sera, Vie Nuove e Noi Donne. Le sue immagini raccontano un’Italia segnata dalla guerra e impegnata nella ricostruzione: le periferie romane, gli sfollati, le manifestazioni politiche, la vita quotidiana, i paesaggi devastati di Cassino e Napoli, fino all’alluvione del Polesine del 1951. Accanto alla cronaca, De Martiis sviluppò presto una particolare attenzione per gli artisti e gli intellettuali, realizzando ritratti e documentando gli ambienti della cultura italiana.
Nel 1952 fu tra i fondatori di Fotografi Associati, insieme a Caio Mario Garrubba, Franco Pinna, Pablo Volta e Nicola Sansone. L’esperienza, breve ma pionieristica, rappresentò uno dei momenti fondativi della fotografia documentaria italiana del dopoguerra e della cosiddetta scuola romana di fotogiornalismo.
Tra i suoi lavori più significativi vi sono il reportage sull’alluvione del Polesine, le inchieste realizzate in Sardegna e le fotografie dedicate alla vita artistica e culturale romana. Nel 1953 documentò l’arrivo e l’allestimento delle opere di Pablo Picasso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, in un lavoro che testimonia la sua capacità di muoversi con naturalezza tra cronaca, arte e ritratto.
Nel 1954 fondò la Galleria La Tartaruga, destinata a diventare uno dei luoghi centrali dell’arte contemporanea italiana e internazionale. La nuova attività lo allontanò progressivamente dal fotogiornalismo professionale, una scelta che avrebbe ricordato negli anni con una certa nostalgia: «Da quel momento smisi con la fotografia – dirà più tardi – non me lo sono mai perdonato».
La macchina fotografica, tuttavia, non venne mai realmente abbandonata. Con la sua Rolleicord 6×6 De Martiis continuò a fotografare artisti, scrittori, musicisti e intellettuali, costruendo nel tempo un vasto archivio di immagini e negativi, oggi di straordinario valore documentario.
Fotoreporter, a cura di Marco Delogu e Francesco Giasi, con i contributi di Duccio Trombadori, Vito Messina e Giovanna Di Siena, restituisce centralità a questa prima e fondamentale stagione dell’attività di De Martiis, ricostruendo attraverso le sue immagini un periodo decisivo della storia italiana: gli anni della ricostruzione, della trasformazione sociale e della nascita della nuova cultura del dopoguerra. Un percorso fotografico che mostra non soltanto il talento di un autore, ma lo sguardo di un uomo capace di trovarsi al centro dei luoghi, delle persone e degli eventi che avrebbero definito un’epoca.
Â
Punctum Press
isbn: 9788895410555
Brossura cucita, stampa in bicromia b/n + quadricromia
240 pagine, 23 × 28 cmÂ





Plinio De Martiis (Giulianova, 1920 – Roma, 2004) è una delle figure più originali della cultura italiana del secondo Novecento. Fotografo, fotoreporter, regista teatrale, gallerista ed editore, attraversò da protagonista la scena artistica e intellettuale italiana del dopoguerra, intrecciando fotografia, arte, teatro e letteratura.
Autodidatta, iniziò a fotografare nella Roma del dopoguerra, collaborando con importanti testate come Il Mondo, L’Unità , Paese Sera, Vie Nuove e Noi Donne. Le sue immagini raccontano un’Italia segnata dalla guerra e impegnata nella ricostruzione: le periferie romane, gli sfollati, le manifestazioni politiche, la vita quotidiana, i paesaggi devastati di Cassino e Napoli, fino all’alluvione del Polesine del 1951. Accanto alla cronaca, De Martiis sviluppò presto una particolare attenzione per gli artisti e gli intellettuali, realizzando ritratti e documentando gli ambienti della cultura italiana.
Nel 1952 fu tra i fondatori di Fotografi Associati, insieme a Caio Mario Garrubba, Franco Pinna, Pablo Volta e Nicola Sansone. L’esperienza, breve ma pionieristica, rappresentò uno dei momenti fondativi della fotografia documentaria italiana del dopoguerra e della cosiddetta scuola romana di fotogiornalismo.
Tra i suoi lavori più significativi vi sono il reportage sull’alluvione del Polesine, le inchieste realizzate in Sardegna e le fotografie dedicate alla vita artistica e culturale romana. Nel 1953 documentò l’arrivo e l’allestimento delle opere di Pablo Picasso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, in un lavoro che testimonia la sua capacità di muoversi con naturalezza tra cronaca, arte e ritratto.
Nel 1954 fondò la Galleria La Tartaruga, destinata a diventare uno dei luoghi centrali dell’arte contemporanea italiana e internazionale. La nuova attività lo allontanò progressivamente dal fotogiornalismo professionale, una scelta che avrebbe ricordato negli anni con una certa nostalgia: «Da quel momento smisi con la fotografia – dirà più tardi – non me lo sono mai perdonato».
La macchina fotografica, tuttavia, non venne mai realmente abbandonata. Con la sua Rolleicord 6×6 De Martiis continuò a fotografare artisti, scrittori, musicisti e intellettuali, costruendo nel tempo un vasto archivio di immagini e negativi, oggi di straordinario valore documentario.
Fotoreporter, a cura di Marco Delogu e Francesco Giasi, con i contributi di Duccio Trombadori, Vito Messina e Giovanna Di Siena, restituisce centralità a questa prima e fondamentale stagione dell’attività di De Martiis, ricostruendo attraverso le sue immagini un periodo decisivo della storia italiana: gli anni della ricostruzione, della trasformazione sociale e della nascita della nuova cultura del dopoguerra. Un percorso fotografico che mostra non soltanto il talento di un autore, ma lo sguardo di un uomo capace di trovarsi al centro dei luoghi, delle persone e degli eventi che avrebbero definito un’epoca.
Â
Punctum Press
isbn: 9788895410555
Brossura cucita, stampa in bicromia b/n + quadricromia
240 pagine, 23 × 28 cmÂ



